La tenerezza di una graffa sulla spiaggia di Ischia vi stregherà
Le graffe sono un dolce tipico della cucina ischitana...
In genere è agosto il mese dedicato alla preparazione della salsa di pomodoro. Sull’isola di Ischia lo fanno un po’ tutti non solo in campagna. Basta una cucina, un terrazzo o un pergolato, una cantina dove sistemare l’attrezzatura: imbuti, mestoli, barattoli, tappi, la macchinetta passa-pomodori ed il grande pentolone dove le bottiglie dovranno cuocere a fiamma lenta.
Se si ha la fortuna – e sull’isola di Ischia sono tanti – di avere un orto, si provvederà per prima cosa a raccogliere quei pomodori più maturi, compito questo che viene spesso viene affidato ai bambini di casa.
Le matrone casalinghe provvederanno a selezionare i pomodori, lavarli, spezzarli, passarli e poi riempire barattoli e bottiglie di vetro.
Chiusi con cura verranno disposti nel pentolone a cuocere in genere la tradizione contadina prevede che vengano avvolti in una coperta di lana in modo che non si rompano durante l’ebollizione. Operazione delicata questa perché da essa dipende poi la migliore conservazione della passata, spesso e volentieri è l’uomo di casa che se ne assume il compito.
E mentre si compiono – senza fretta – tutte le operazioni di rito, si chiacchiera, si spilluzzica l’uva matura, e ci si tiene svegli nella calura di un pomeriggio estivo con il caffé nero, nero. Intanto i pomodori “pippeano” - verbo rubato al ragù che sta per bollire a fuoco lentissimo – tutti avvolti come fantolini nelle gramaglie di lana, e a turno le donne e gli uomini di casa controllano che tutto sia in ordine, che la fiamma non sia troppo alta, che non si rompa il vetro.
La pasta quest’inverno sarà saporita d’estate
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